Punture di spillo / 1

Il presidente americano Donald Trump ha telefonato a Netanyahu e Hezbollah per chiedere di fermare i bombardamenti su Beirut.

Netanyahu e Hezbollah hanno accettato l’invito, anche se con sfumature diverse.

Quella di Trump non è l’iniziativa di un pacifista pentito degli orrori provocati da quando si è insediato alla Casa Bianca. È più semplicemente la presa d’atto di una quasi resa politica al regime iraniano, che minaccia di riprendere la guerra contro gli Usa e i suoi alleati mediorientali, e di bloccare i passaggi di Hormuz e Bab El Mandeb se Israele non ferma l’avanzata nella terra dei Cedri.

La decisione di sospendere i bombardamenti in Libano ha scatenato le ire dell’estrema destra israeliana guidata dal ministro Ben-Gvir. Questa spaccatura in seno al governo di Israele accade a pochi mesi dal voto per il rinnovo del parlamento nazionale. La commissione parlamentare ha approvato il disegno di legge per lo scioglimento della Knesset. A breve verrà convertito in legge e Israele andrà al voto entro novembre. Quindi la guerra si trasferisce nelle urne elettorale americane e israeliane.

Per Trump e Netanyahu potrebbe essere l’inizio della fine

Seby Zappulla, 2.6.2026

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