Atto n. 4-02987
Pubblicato il 30 aprile 2026, nella seduta n. 417
MAGNI – Ai Ministri delle imprese e del made in Italy e del lavoro e delle politiche sociali. –
Premesso che:
la crisi che sta investendo il settore della chimica di base in Italia, con particolare riferimento alla strategia di ENI Versalis, sta assumendo contorni estremamente preoccupanti per la tenuta industriale e sociale dei territori coinvolti, nonché per i lavoratori impiegati negli impianti;
è prevista per il prossimo mese di giugno 2026 la convocazione del tavolo ministeriale con ENI e i firmatari del protocollo del 2025, un appuntamento nel quale il Governo dovrebbe fare chiarezza sulle prospettive produttive e sui livelli occupazionali dei principali poli chimici del Paese;
per quanto riguarda il sito di Brindisi, ENI ha annunciato la selezione di un advisor internazionale per individuare soggetti interessati a rilevare le attività del cracking e ha confermato l’investimento per una gigafactory di batterie al litio in collaborazione con Seri Industrial; contestualmente, per il sito di Priolo (Siracusa), l’azienda ha confermato lo smantellamento degli impianti Versalis, procedendo, secondo un cronoprogramma, verso la costruzione di una bioraffineria;
il settore chimico rappresenta un asset strategico per la competitività e la sostenibilità delle produzioni europee e il Ministro delle imprese e del made in Italy ha recentemente confermato l’impegno del Governo per il suo rilancio, tuttavia, le scelte operative in corso rischiano di tradursi in un ridimensionamento strutturale della capacità produttiva nazionale;
l’allarme lanciato dai sindacati metalmeccanici segnala una situazione d’emergenza già in atto: nella sola provincia di Siracusa, oltre 500 lavoratrici e lavoratori dell’indotto hanno già perso il posto di lavoro. Esiste il concreto timore che la transizione verso nuovi modelli produttivi, pur necessaria, avvenga senza una reale salvaguardia della forza lavoro esistente;
la crisi industriale non può e non deve essere pagata esclusivamente dai lavoratori: il passaggio dalle attività tradizionali di Versalis ai nuovi investimenti (come la bioraffineria o la gigafactory) non può non garantire la piena continuità occupazionale e la tutela dei diritti di chi opera nel settore e nel suo vasto indotto,
si chiede di sapere:
quali siano le iniziative che i Ministri in indirizzo intendano intraprendere, in vista del tavolo convocato per giugno, al fine di garantire che i processi di riconversione e smantellamento degli asset Versalis non comportino alcuna perdita di posti di lavoro, assicurando la piena ricollocazione di tutto il personale coinvolto, diretto e indiretto dell’indotto;
se non intendano richiedere ad ENI un piano industriale di dettaglio che chiarisca il saldo occupazionale netto tra le attività dismesse e i nuovi investimenti previsti nei diversi siti, scongiurando il rischio di una desertificazione sociale e produttiva;
quali strumenti urgenti di sostegno al reddito e di riqualificazione professionale intendano attivare per le centinaia di lavoratori metalmeccanici che hanno già subito gli effetti della crisi, al fine di reinserirli immediatamente nel ciclo produttivo legato ai nuovi investimenti annunciati, valutando in particolare l’estensione della cassa integrazione guadagni straordinaria per transizione occupazionale e l’attivazione di fondi di solidarietà settoriali;
se non intendano promuovere un accordo di programma che vincoli ENI e i nuovi soggetti subentranti all’applicazione di clausole sociali ferree, garantendo il riassorbimento immediato dei lavoratori dell’indotto metalmeccanico, già espulsi dal ciclo produttivo, e di quelli coinvolti nella futura riconversione dei siti di Priolo e Brindisi.
